Caravaggio avrebbe quindi potuto imbattersi in una di queste compagnie e, conoscendolo, difficilmente si sarebbe lasciato sfuggire la possibilità di sedurre un'attrice.
giovedì 26 luglio 2012
Decimo episodio: Il fascino del Teatro
Omaggio divertito al teatro, questo episodio non prende spunto da nessun fatto realmente accaduto. All'epoca in cui è ambientata la storia il teatro era una forma di intrattenimento in rapida ascesa, sempre più laico e quindi meno legato a rappresentazioni a carattere religioso. E' dalla metà del cinquecento in poi che si diffondono le compagnie girovaghe, all'interno delle quali fanno la loro comparsa le prime attrici di sesso femminile, violentemente osteggiate dalla chiesa.
giovedì 12 luglio 2012
Nono episodio: La bellezza del diavolo
Questo episodio, evidentemente inventato, è piuttosto importante per lo sviluppo della serie. L'elemento fantastico, qui introdotto per la prima volta, tornerà in molte storie e sarà fondamentale per sottolineare il carattere tormentato di Caravaggio, pittore maledetto per eccellenza. Michelangelo visse in un'epoca in cui il confine tra scienza e magia era ancora da tracciare, per cui la sua percezione del mondo era sensibile al richiamo della meraviglia.
Chiaramente, trattandosi di una serie di ambientazione storica cercheremo di lasciare sempre al lettore una spiegazione alternativa, del genere è un sogno, o è successo davvero?
Insomma, siete voi a decidere. Come sempre, del resto.
giovedì 28 giugno 2012
Ottavo episodio
Con questo episodio si conclude la storia iniziata con il numero precedente. Caravaggio lascia Brescia e si dirige verso est, direzione Venezia.
Come già scritto in precedenza, fino al 1592, anno del suo arrivo a Roma, la vita di Michelangelo è piena di punti oscuri, sebbene sia praticamente certo che abbia viaggiato dalla Lombardia al Veneto, in direzione di Venezia.
Raggiungerà la laguna tra qualche episodio, dopo aver vissuto alcune importanti avventure in un'altra città veneta, che scoprirete nelle prossime puntate.
Come già scritto in precedenza, fino al 1592, anno del suo arrivo a Roma, la vita di Michelangelo è piena di punti oscuri, sebbene sia praticamente certo che abbia viaggiato dalla Lombardia al Veneto, in direzione di Venezia.
Raggiungerà la laguna tra qualche episodio, dopo aver vissuto alcune importanti avventure in un'altra città veneta, che scoprirete nelle prossime puntate.
giovedì 14 giugno 2012
Settimo episodio: La giusta distanza
Questo episodio è frutto della nostra fantasia, anche se rispetto al numero precedente la connessione con il reale è decisamente più forte. La storia di Michelangelo e Raffaello è infatti una scusa per introdurre il tema dell'omosessualità di Caravaggio. Su questo argomento gli studiosi sono divisi: mentre la scuola anglosassone non sembra avere dubbi almeno in merito alla sua bisessualità, gli italiani sono più restii ad accettare questa tesi.
Tutto ruota intorno a due figura centrali nella vita di Michelangelo, ovvero il giovane pittore siciliano Mario Minniti e il Cardinal Del Monte.
Minniti è stato un grande amico di Merisi, nonché suo modello in almeno dodici dipinti. Secondo alcuni studiosi, i due furono anche amanti.
Il Cardinal Del Monte era un uomo molto potente, che fu amico e protettore di Michelangelo, al punto che Caravaggio visse nel suo palazzo per cinque anni, a partire dal 1595.
Secondo la descrizione che ha fatto di lui Dirk Van Amayden, autore di Storia delle famiglie romane (1640) il cardinale conduceva una vita abbastanza licenziosa, preferendo la compagnia di giovani ragazzi a quella delle donne. Van Amayden era filospagnolo e quindi nemico di Del Monte, alleato dei Francesi, per cui le sue accuse vanno prese con le pinze, anche se non si tratta dell'unica testimonianza dei comportamenti lascivi del cardinale.
Al di là dell'analisi storica e della sua complessità, gli elementi a nostra disposizione sembrano suggerire che Caravaggio fosse probabilmente bisessuale. Per questo abbiamo voluto inserire tra i primi dieci episodi della serie una storia che potesse introdurre quest'ulteriore elemento di complessità nella vita di Michelangelo.
giovedì 31 maggio 2012
Sesto episodio: La legge del più forte
Questo episodio, ancora ambientato a Brescia, è di pura finzione narrativa. Ci siamo divertiti a giocare con il personaggio di Michelangelo, che di sicuro avrebbe speso i suoi primi guadagni in osteria, investendoli in vino e donne. La vita di Merisi è talmente piena di situazioni limite, tra risse, duelli e legami con la criminalità, che non è difficile immaginarlo ad inseguire un ladruncolo tra i vicoli del centro cittadino. Anche il personaggio del piccolo delinquente costretto a rubare per qualcuno più malvagio di lui è un universale della narrazione, perché in fin dei conti ad una certa età non si può mai essere veramente troppo cattivi. L'avventura è un elemento fondamentale della nostra serie, e anche quando è solamente frutto della nostra fantasia, è comunque un omaggio alla vita spericolata di Caravaggio.
giovedì 10 maggio 2012
Quinto episodio
Michelangelo è ancora a Brescia. Non si sa quanto ci restò veramente, ma Roberto Longhi nel suo Caravaggio (Firenze, Giunti, 1998) insiste sulla centralità di questa esperienza. Ci sono infatti due tesi controverse sul periodo preromano di Michelangelo. Secondo alcuni, Merisi lasciò Milano per studiare i maestri del colore Veneziano. Per il Longhi, invece, si dovrebbero soprattutto al bresciano Vincenzo Foppa alcuni degli elementi dominanti la futura produzione artistica di Caravaggio: la rivoluzione luministica e la caratterizzazione naturalistica. Noi abbiamo sposato quest'ultima tesi, più in linea con una possibile maturazione artistica di Merisi. Abbiamo però comunque deciso di rappresentare entrambe le città, Brescia e Venezia, nei due più lunghi cicli narrativi precedenti l'arrivo a Roma. La storia di questo episodio è completamente frutto di fantasia, ma ci permette di sottolineare il valore di un'esperienza così importante nella vita di Michelangelo.
giovedì 26 aprile 2012
Quarto episodio
Caravaggio è a Brescia. Siamo nel 1592 e la Leonessa d'Italia è sotto la dominazione veneziana. La città è sede del cosiddetto rinascimento bresciano e ospita affreschi di autori come Vincenzo Foppa, Ambrogio da Fossano detto il Bergognone, Giovanni Girolamo Savoldo, Alessandro Bonvicino detto il Moretto e Girolamo di romano detto il Romanino. E' praticamente certo che Michelangelo studiò dal vivo queste opere, rimanendone profondamente influenzato. All'epoca l'esperienza diretta dell'opera d'arte era qualcosa di diverso da quello che è oggi. L'arte pittorica era percepita con lo stupore e l'attenzione con cui oggi si potrebbe fruire degli effetti speciali di un film. Per il resto, aver trasformato Caravaggio in un profiler utile per arrestare un pericoloso criminale è chiaramente un gioco narrativo. E' però probabile che per qualche tempo Michelangelo si guadagnò da vivere realizzando ritratti, per cui non si tratta di una completa forzatura.
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