Sul contesto storico dell'episodio abbiamo già scritto nel post precedente. Michelangelo visse nella Roma della controriforma, all'apice dei processi dell'inquisizione, per cui siamo stati quasi costretti a soffermarci sull'argomento. Per quanto riguarda le soluzioni narrative, abbiamo volutamente mischiato le carte in tavola. Per chi scrive non esiste niente di più scivoloso della verità e questa è la nostra interpretazione sull'argomento. Ma come sempre il parere più importante è il vostro... Buona lettura!
giovedì 25 luglio 2013
mercoledì 10 luglio 2013
Caravaggio 35: Le verità nascoste
Al di là di quello che si crede, l'inquisizione non è un fenomeno medievale. E' infatti nel XVI secolo che i processi per stregoneria raggiunsero il loro apice. E non è neanche vero che lo scopo ultimo degli inquisitori fosse quello di condannare sempre al rogo l'imputato di turno: nel sud della Germania, dove il fenomeno toccò l'apice, gli inviati del Papa salvarono dal linciaggio popolare più di una persona. Si tratta comunque di una delle pagine nere della Chiesa: dalle autodafè spagnole alla morte di Giordano Bruno, molto sangue fu versato in quegli anni. La questione è dunque complessa, da inquadrare in un'Europa divisa tra le nuove chiese protestanti e il rigore religioso generato dalla controriforma cattolica. Per questo, abbiamo voluto creare un episodio grigio, in cui niente è quello che sembra. Nel prossimo episodio, scopriremo qualcosa di più su questa strana storia: chi sta dicendo la verità a Michelangelo?
mercoledì 26 giugno 2013
Caravaggio 34: Uno strano duello
L'episodio di questo mese è dedicato al gioco della pallacorda.Il jeu de paume, come era chiamato dai francesi, era forse lo sport più diffuso all'epoca. Si giocava in appositi campi, dalla forma rettangolare, circondati da muri ma a cielo aperto. A Roma questi campi si trovavano all'altezza dell'odierna via della pallacorda. Fu lì che Michelangelo, in seguito ad una lite di gioco, uccise il suo rivale Ranuccio Tomassoni. Nella nostra storia abbiamo privilegiato gli aspetti in comune con il tennis, come l'uso della racchetta, inventando un campo leggermente diverso dal solito. Più avanti nella serie vi racconteremo la pallacorda in una maniera più fedele alla realtà storica. Per il momento però possiamo affermare che l'avversario di turno Michelangelo, il campione francese Gerard è un personaggio verosimile. All'epoca Parigi era strapiena di campi da gioco ed esisteva addirittura un albo di giocatori professionisti. Solo un incosciente come Michelangelo lo avrebbe potuto sfidare nella sua specialità. Per sapere come è andata a finire, non vi resta che acquistare l'albo in edicola da oggi...
giovedì 13 giugno 2013
Trentatreesimo episodio: Amicizie importanti
L'episodio di oggi è dedicato a Roma, città dei grandi pregi e dagli altrettanto grandi difetti. Splendida dal punto di vista storico/artistico, si è adagiata sulla sua natura di capitale ed è rimasta prigioniera della sua stessa fitta ragnatela di potere costituito. Così descriveva la Roma del XVI secolo Carlo Borromeo: una città dove per far successo è indispensabile avere una carrozza e amare Dio.
L'arcivescovo metteva in luce un quadro non dissimile da quel vortice della mondanità descritto da Sorrentino ne La Grande Bellezza, al cinema in questi giorni.
Passano i secoli, ma Roma rimane sempre la stessa: vittima del suo fascino e di quella intricata rete di contatti che da sempre la caratterizzano come la città in cui servono Amicizie importanti...
ps:
il pittore che Michelangelo incontra in questo episodio è liberamente ispirato alla figura di Antiveduto Gramatica, noto come gran capocciante, cioè autore di ritratti. Fu probabilmente il primo maestro di Caravaggio ( secondo Peter Robb , entrò nella bottega del siciliano Lorenzo solo successivamente aver fatto pratica da Gramatica), nonostante fosse di poco più anziano di lui. Per enfatizzare questo elemento lo abbiamo leggermente invecchiato, per sottolineare come Antiveduto fosse artisticamente più maturo di Michelangelo, e lo aiutò notevolmente a calarsi in un contesto particolare come quello di Roma....
L'arcivescovo metteva in luce un quadro non dissimile da quel vortice della mondanità descritto da Sorrentino ne La Grande Bellezza, al cinema in questi giorni.
Passano i secoli, ma Roma rimane sempre la stessa: vittima del suo fascino e di quella intricata rete di contatti che da sempre la caratterizzano come la città in cui servono Amicizie importanti...
ps:
il pittore che Michelangelo incontra in questo episodio è liberamente ispirato alla figura di Antiveduto Gramatica, noto come gran capocciante, cioè autore di ritratti. Fu probabilmente il primo maestro di Caravaggio ( secondo Peter Robb , entrò nella bottega del siciliano Lorenzo solo successivamente aver fatto pratica da Gramatica), nonostante fosse di poco più anziano di lui. Per enfatizzare questo elemento lo abbiamo leggermente invecchiato, per sottolineare come Antiveduto fosse artisticamente più maturo di Michelangelo, e lo aiutò notevolmente a calarsi in un contesto particolare come quello di Roma....
mercoledì 29 maggio 2013
Errata corrige
Il Trentatreesimo episodio, la città dei contatti non è in edicola questa settimana. Scusate per il disguido!
mercoledì 15 maggio 2013
Trentaduesimo episodio: Fanciullo che monda un pomo
Il fanciullo che monda un pomo è la prima tela nota di Michelangelo. Come avrete ormai già capito, quando si ha a che fare con Caravaggio datazioni certe non ce ne sono, ma probabilmente fu dipinta nel 1592 e forse fu subito venduta da Merisi per pagarsi qualche serata in osteria. Secondo Peter Robb, autore di M., L'enigma Caravaggio, ne furono realizzate diverse copie e non è certo che sia rimasto a noi l'originale. Non ci sono dubbi invece sull'inconfondibile stile del Caravaggio e sulle tematiche a lui care: il contrasto luce ombra e l'osservazione attenta della realtà.
Quel giovane fanciullo che più di cinquecento anni fa stava pulendo un frutto in un'osteria non poteva certo immaginare che sarebbe passato alla storia... Così come Michelangelo, che nonostante la sua esuberante personalità non poteva sapere di aver appena intrapreso il percorso che l'avrebbe portato a cambiare per sempre l'arte moderna...
giovedì 2 maggio 2013
Trentunesimo episodio: Un nuovo inizio
E' davvero complicati ricostruire con esattezza i primi anni romani di Caravaggio. L' assenza di documentazione certa permette continue riscoperte, a volte in netta contraddizione l'una con l'altra. In più, i due biografi a lui contemporanei, il Mancini e il Baglione, sono entrambi storicamente inaffidabili: il primo era un medico, e quindi solo un dilettante della storiografia, il secondo addirittura un pittore rivale di Michelangelo, con cui ebbe una famosa contesa nel 1603.
Per questo, troverete in tutti i testi su Merisi delle piccole differenze: noi abbiamo cercato di ricostruire un inizio credibile ed interessante. Sulla sua permanenza a Palazzo Colonna le fonti concordano, come dei suoi contrasti con il reggente dell'ala dov'era ospite, Monsignor Pucci.
Anche sull'oste al quale dedicò un ritratto c'è un sostanziale accordo, anche se alcuni credono si chiamasse Tarquinio, mentre il Mancini, in una delle sue criptiche e poco intellegibili note a margini ritiene che Tarquinio ospitò Michelangelo solo dopo essere stato cacciato dai Cesari. Per esigenze narrative noi abbiamo optato per una sintesi tra queste due posizioni, che capirete meglio dai prossimi numeri...
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